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Vini abbinati:

Acciughe al verde

Ingredienti

  • venti acciughe
  • tre spicchi d’aglio
  • due manciate di prezzemolo
  • una manciata di basilico
  • uno spagnolino rosso
  • due rossi d’uovo sodo
  • olio d’oliva
  • due cucchiai di aceto

Cosa serve

  • un tagliere
  • una mezzaluna
  • una scodella grande
  • un piccolo piatto da portata

Procedura

Si prendono delle acciughe grosse della salamoia, si puliscono del sale, si spaccano e si toglie la lisca. A parte, si prepara un sugo composto di prezzemolo, aglio, basilico, spagnolino, rosso d’uovo sodo, il tutto finemente tritato e amalgamato con olio d’oliva e aceto. In un piccolo piatto da portata si mettono le acciughe pulite e si coprono con la salsa; indi si mettono altre acciughe e così via, sino ad esaurimento della salsa.

Curiosità

Un antipasto semplicissimo, umile direi, senza possibilità di sofisticazioni nella sua elementarità, ma appetitoso, fragrante. Ci ricorda gli antichi legami tra le Langhe e la Liguria, aventi per tramite una strada del sale che si snoda sulla cresta delle colline, un percorso ancor oggi affascinante per varietà di paesaggi, diversi nei due versanti, mutevoli col divenire delle stagioni in particolare e più nettamente sulle colline di Langa, ma sempre meraviglíosi, ravvivati in primavera sul versante ligure dalla ricca vivacità di una stagione già fiorente in forte contrasto con le nevi delle nostre colline, in autunno sul nostro versante dal rosso acceso delle foglie dei vigneti ormai vendemmiati. In Liguria si trasportava specialmente il vino, dalla Liguria venivano l’olio, il sale, le acciughe, delle quali si faceva mercato il sabato in Alba, ai piedi del campanile del Duomo.

In casa le acciughe si ponevano in una scodella un po’ più grande del normale, le si copriva d’olio (il prezioso olio) e si conservavano nell’erca; ogni tanto se ne gustava una così con la sua lisca, a morsi piccoli col pane per farla durare a lungo. O magari, se era la giornata e c’era la polenta, che festa di sapori lentamente goduti! Tempi lontani, tempi passati, nebbia di ricordi! Adesso è epoca di nouvelle cuisine, ma noi vogliamo restare fedeli, senza per ciò sentirci “vecchi”, alla sana semplicità delle nostre tradizioni.

Su Nonna Genia

The hundreds of recipes of the cuisine from Alba are consequence of the many family traditions and of the research of a group of enthusiasts who operated during the sixties to value Alba, the Langhe region, its natural environment, the culture, products and its gastronomy.
Many recipes come together with memories, fantasies and a fragment of the story of Luciano De Giacomi, pharmacist and gourmet lover of Alba, who was one of the founders of the Famija Albeisa and of the Order of the Knights of the Truffle and of the Wines of Alba."

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Nonna Genia è un classico della cucina di Langa. Luciano De Giacomi (farmacista che operò negli anni Sessanta del secolo scorso per valorizzare Alba e le Langhe) e Beppe Lodi raccontano, attraverso 100 ricette della il mondo perduto dei sapori della terra. Un libro da leggere anche per le storie che racconta e da guardare per le foto di Aldo Agnelli.

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