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Coniglio di Ginòta

 

Ingredienti

  • un bel coniglio pronto per la cottura
  • un uovo
  • una scodella di pangrattato
  • mezzo litro di brodo
  • una cipolla
  • 3 spicchi d’aglio
  • un rametto di rosmarino
  • un bicchiere d’aceto
  • olio
  • burro
  • sale

Procedura

Prendete soltanto le parti nobili del coniglio, ossia la parte posteriore e le zampe anteriori, quindi disossatele. Ponetele in una terrina e ricopritele d’acqua fresca: versatevi il bicchiere d’aceto e unite il rametto di rosmarino, gli spicchi d’aglio e la cipolla tagliata grossolanamente. Lasciate il coniglio a marinare per quindici minuti; eliminerete così l’odore di selvatico. Asciugate bene la carne e ricavatene delle bistecchine; passatele nell’uovo e nel pangrattato e fatele friggere in padella con olio e burro, salate leggermente. Quando sono ben dorate toglietele dalla padella e sistematele in un coccio a fondo piatto e largo (dianèt), ricopritele di brodo senza esagerare e fate cuocere lentamente per mezz’ora circa fino a scomparsa del brodo. Servitele calde, guarnite con un mucchietto di carote in umido.

Curiosità

Questa antica ricetta mi è stata riferita dalla signora Ginota Accomasso che alla bella età di 85 anni lavora ancora tra i filari. Mi dice che era uno dei piatti tipici del pranzo del bate ‘l gran che già sua madre confezionava insieme alla gallina lessa, il cui brodo serviva sia per il coniglio che per la minestra. Nell’economia povera della cascina, tutto era scrupolosamente consumato.

Su Armando Gambera

Graduated in chemistry near the University of Turin, he is university professor of chemistry in the secondary schools: Armando Gambera is cheese taster and Vice president of ONAF (National Organization Cheese Tasters); he organize lessons of wines and cheese tasting and training courses of cooking near the restaurants of Langa. From the cooking courses he has extracted two prescription pads: "Cooking with the wine" and "Autumn Kitchen".

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Laureato in chimica presso l’Università di Torino, è professore di chimica nelle scuole superiori. Da parecchi anni si dedica allo studio e alla ricerca nel campo della cucina, dei vini e dei formaggi, in particolare delle Langhe. Collabora alle guide del settore pubblicate dallo Slow Food ("Osteria d’Italia", "Le strade del Barolo", "Barolo e Barbaresco", "Guida delle Langhe e del Roero", "Le ricette delle osterie di Langa", "Formaggi d’Europa"). Per la Cantina Comunale di La Morra ha scritto i libri: "La cucina e i vini di La Morra", "La vigna in etichetta, storia del Barolo di La Morra". Su "Il grande libro della cucina di Alba", edito dalla Famija Albeisa, compare la sua monografia "La cucina di Alba nel Novecento". Scrive su alcune riviste (Barolo & Co.; Slowfood; L’Asssaggiatore; Itinerari in Piemonte). E’ Maestro Assaggiatore di formaggi e ricopre la carica di Vicepresidente dell’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi); tiene lezioni di degustazione dei vini e dei formaggi, organizza corsi di scuola di cucina presso i ristoranti di Langa. Dai corsi di cucina ha tratto due ricettari: "Cucinando col vino" e "Cucina d’autunno".

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