Tipo di piatto:

Stagione:

Ricorrenza:

Vini abbinati:

Fritto misto

Ingredienti

  • costolettine di agnello gr 250
  • costolettine di vitello della coscia gr 250
  • cervella gr 150
  • lacetto gr 150
  • filoni gr 150
  • fegato gr 150
  • batsoà gr 300
  • funghi porcini gr 150
  • cavolfiore gr 150
  • salsiccia gr 200
  • cinque frisse
  • due mele
  • tre carote
  • un finocchio
  • due zucchini
  • cinque caponèt
  • due carciofi
  • una melanzana
  • cinque croquettes
  • dieci fritture dolci
  • farina di grano
  • uova
  • pane grattugiato
  • olio

Cosa serve

  • una padella di ferro
  • un forchettone
  • un foglio di carta da pane

Procedura

Ogni componente il fritto, preventivamente preparato (o lessato o pulito o spellato), si fa passare successivamente in farina di grano, uova sbattute e pane grattugiato; quindi si frigge in abbondante olio bollente; raggiunta la doratura e colato bene, si serve subito, molto caldo.

Curiosità

E’ il più barocco dei piatti albesi; barocco per l’abbondanza e la varietà dei componenti, barocco per la ricchezza sovrabbondante dei sapori, talora anche contrastanti, agretti, dolci, amarognoli. Forse questo giudizio mi viene suggerito dalle mie esperienze di bambino, quando tante cose mi erano motivo di stupefazione e mi sembravano più grandi del vero. Allora, abbastanza spesso, mio padre mi portava con sé fuori di casa, ed accadeva che lo accompagnassi a qualche interminabile pranzo di nozze in campagna, una cosa gigantesca meditata da mesi, con interventi di esperte di gastronomia locale, col sottinteso proposito di fare più e meglio di quanto non s’era mai fatto: così ci si sedeva a tavola sul mezzogiorno e ci si alzava, spesso con gambe un po’ malferme, a sera.

Io vivevo quelle ore tra noia e meraviglia, tra stupori e sonnellini, ma non mancò mai dallo scuotermi da ogni distrazione l’arrivo, applaudito sempre, del fritto misto, un monumento fumante nella varietà chiaroscura dei fritti; una vera ostentazione di ricchezza, in cui sono presenti tutti i prodotti della cascina: carni di vitello, di agnello, di maiale, salsicce, verdure, mele, dolci… Noi nella nostra ricetta ci siamo fermati a venti componenti, ma c’è sempre spazio per qualche nuova invenzione. Non diceva appunto un poeta barocco che “è del poeta il fin la meraviglia”?: poesia, cioè arte, cioè anche gastronomia.

Su Nonna Genia

The hundreds of recipes of the cuisine from Alba are consequence of the many family traditions and of the research of a group of enthusiasts who operated during the sixties to value Alba, the Langhe region, its natural environment, the culture, products and its gastronomy.
Many recipes come together with memories, fantasies and a fragment of the story of Luciano De Giacomi, pharmacist and gourmet lover of Alba, who was one of the founders of the Famija Albeisa and of the Order of the Knights of the Truffle and of the Wines of Alba."

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Nonna Genia è un classico della cucina di Langa. Luciano De Giacomi (farmacista che operò negli anni Sessanta del secolo scorso per valorizzare Alba e le Langhe) e Beppe Lodi raccontano, attraverso 100 ricette della il mondo perduto dei sapori della terra. Un libro da leggere anche per le storie che racconta e da guardare per le foto di Aldo Agnelli.

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