Minestra di ceci e costine

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Minestra di ceci e costine

Ingredienti

  • 600 g di ceci secchi
  • 700 g di costine di maiale
  • 4 patate medie
  • 2 cipolle
  • una costa di sedano
  • una carota
  • un rametto di rosmarino
  • un cucchiaio di conserva di pomodoro
  • olio extra vergine per il soffritto
  • sale

Procedura

La prima operazione consiste nel far rinvenire i ceci secchi: metteteli quindi in acqua fredda con una manciata di bicarbonato di sodio e lasciateli per una notte. Terminato l’ammollo, scolateli e sistemateli in una pentola contenente dai tre ai quattro litri d’acqua ed iniziate la cottura.

Intanto fate un soffritto con le cipolle, il sedano, la carota, il rosmarino e poco olio d’oliva. Se è il caso, schiumate di tanto in tanto con la schiumarola la pentola dei ceci. Dopo quasi due ore di bollitura, unite ai ceci il soffritto, le patate intere e sbucciate, le costine di maiale lunghe circa 8-10 centimetri ed infine la salsa di pomodoro concentrata. Cuocete per un altro paio d’ore, comunque fino a cottura completa dei ceci. Prima di servire la minestra calda, schiacciate le patate con mestolo e forchetta e aggiustate di sale.

Curiosità

Nel periodo di Carnevale, ‘l carlevè, era abbastanza diffusa – fine Ottocento, primo Novecento – la consuetudine in cascina di uccidere il maiale. Il ritmo abbastanza monotono e consuetudinario, se non proprio dimesso, della vita gastronomica che si snodava per tutti i giorni dell’anno, aveva allora come un soprassalto nel fervore rapido dell’uccisione e della preparazione delle carni, e poi nei giorni successivi con l’impiego in cucina delle parti di minor valore, ma pur sempre gradite e saporose se bene preparate, come appunto le costine. Ad esse si univano i ceci, che pazientemente avevano passato l’autunno raccolti in piccole fascine poste a seccare in cima alle pertiche più alte della vigna. Un connubio felice, nel quale i ceci s’ammorbidivano assorbendo il poco grasso delle costine, fondendo insieme sapori cordiali, non contrastanti, appena appena vivacizzati dagli elementi di condimento.

Info Armando Gambera

Graduated in chemistry near the University of Turin, he is university professor of chemistry in the secondary schools: Armando Gambera is cheese taster and Vice president of ONAF (National Organization Cheese Tasters); he organize lessons of wines and cheese tasting and training courses of cooking near the restaurants of Langa. From the cooking courses he has extracted two prescription pads: "Cooking with the wine" and "Autumn Kitchen".

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Laureato in chimica presso l’Università di Torino, è professore di chimica nelle scuole superiori. Da parecchi anni si dedica allo studio e alla ricerca nel campo della cucina, dei vini e dei formaggi, in particolare delle Langhe. Collabora alle guide del settore pubblicate dallo Slow Food ("Osteria d’Italia", "Le strade del Barolo", "Barolo e Barbaresco", "Guida delle Langhe e del Roero", "Le ricette delle osterie di Langa", "Formaggi d’Europa"). Per la Cantina Comunale di La Morra ha scritto i libri: "La cucina e i vini di La Morra", "La vigna in etichetta, storia del Barolo di La Morra". Su "Il grande libro della cucina di Alba", edito dalla Famija Albeisa, compare la sua monografia "La cucina di Alba nel Novecento". Scrive su alcune riviste (Barolo & Co.; Slowfood; L’Asssaggiatore; Itinerari in Piemonte). E’ Maestro Assaggiatore di formaggi e ricopre la carica di Vicepresidente dell’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi); tiene lezioni di degustazione dei vini e dei formaggi, organizza corsi di scuola di cucina presso i ristoranti di Langa. Dai corsi di cucina ha tratto due ricettari: "Cucinando col vino" e "Cucina d’autunno".

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