Toma

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Toma

Ingredienti

  • 2 litri di latte di pecora
  • 1/2 litro di latte di capra
  • I cucchiaino di caglio
  • sale

Cosa serve

  • una casseruola
  • un colino
  • una ‘fassella’
  • un cucchiaino
  • un cucchiaio

Procedura

Premesso che si possono fare “tome” di latte di mucca, di latte di pecora e eli latte di capra; noi parleremo di una “toma” classica dell’Albese, quella di pecora con una piccola percentuale di latte di capra. Munto il latte a sera si rimescola, si cola in modo da togliere eventuali corpi estranei (paglia, peli ecc. … ). Si aggiunge un cucchiaino di caglio e sale, si rimescola e si lascia ripoare sino al giorno dopo. Si prende il latte coagulato e si mette nella “fassella” (recipiente bucherellato che si appoggia a 3 piedini incorporati). Si lascia colare (a primavera da questo siero si fa la giuncà), dopo 12 ore si toglie dal recipiente e la si rimette rivoltandola da sopra in sotto. Dopo cinque o sei ore si toglie definitivamente e si posa sulla paglia o su canne per lasciarla maturare per altri 5 o 6 giorni sempre rivoltandola e cambiandole posizione.

Curiosità

Sono formaggi tra i più caratteristici del Piemonte, giustamente famosi, ricercati dai buongustai, oramai anch’essi, come tanti altri, in pericolo per molte sofisticazioni ad opera della produzione industriale, che ne sfrutta il nome e l’aspetto ma non potrà mai eguagliarne l’inconfondibile sapore. Era, fino a pochi anni fa, una produzione esclusivamente famigliare, di cascina, fondamentalmente simile ovunque nela compattezza morbida della pasta, con lievi varianti di sapori ed anche nella levità di colorito a seconda delle stagioni, delle località e dei pascoli. Ricordo tome primaverili fresche e burrose, quelle estive più asciutte e mature, quelle autunnali “del bech”, quando si formano gli strop, le greggi, e le pecore vanno in amore e cedono agli assalti del bech, il capro impetuoso e grave. Ed anche i sapori variano: più lieve, di latte fresco in primavera, più definito e consistente in estate, con una punta di maggior vigore in autunno.

Info Nonna Genia

The hundreds of recipes of the cuisine from Alba are consequence of the many family traditions and of the research of a group of enthusiasts who operated during the sixties to value Alba, the Langhe region, its natural environment, the culture, products and its gastronomy.
Many recipes come together with memories, fantasies and a fragment of the story of Luciano De Giacomi, pharmacist and gourmet lover of Alba, who was one of the founders of the Famija Albeisa and of the Order of the Knights of the Truffle and of the Wines of Alba."

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Nonna Genia è un classico della cucina di Langa. Luciano De Giacomi (farmacista che operò negli anni Sessanta del secolo scorso per valorizzare Alba e le Langhe) e Beppe Lodi raccontano, attraverso 100 ricette della il mondo perduto dei sapori della terra. Un libro da leggere anche per le storie che racconta e da guardare per le foto di Aldo Agnelli.

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