Cosa Mangiare

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by ONAF (Febbraio 26, 2013)

Il Bra tenero

Bra Tenero

l formaggio Bra deve il suo nome alla città di Bra, che nel passato costituiva il maggior centro di commercio di questo formaggio e nel cui territorio si iniziò “illo tempore” la sua produzione. Secondo il Delforno, l’origine del Bra è remotissima ed i vecchi casari piemontesi, non ricordano di aver sentito parlare di un diverso tipo di formaggio locale.

by ONAF (Febbraio 20, 2013)

Il Raschera

raschera

Caratteristiche principali Formaggio di latte vaccino, eventualmente aggiunto di latte ovicaprino, semigrasso, crudo, con pasta pressata, semidura. La pasta si presenta di colore bianco o bianco-avorio; è piuttosto consistente, elastica, con piccole occhiature ben sparse ed irregolari. Forma cilindrica o parallelepipeda, su di una faccia è riportato a fuoco il marchio del Consorzio di Tutela…. [Continue Reading]

by ONAF (Febbraio 13, 2013)

La Toma piemontese

Toma piemontese

Secondo alcuni studiosi il nome “Toma piemontese” deriverebbe da vocaboli francesi “Tome” o “Tomme” con i quali si indicano formaggi analoghi che si fabbricano sugli alpeggi della Savoia…

by ONAF (Febbraio 06, 2013)

La paglierina

paglierina

Caratteristiche principali Zona di produzione Le province di Cuneo e di Torino. Tipologia Formaggio di latte vaccino, eventualmente aggiunto di latte ovicaprino, a pasta molle e cruda. Forma e Dimensioni Forma quasi piatta, con diametro di 10-15 cm. Scalzo lievissimo (alto fino ad un massimo di 2 cm.). Il peso varia tra i 150 ed… [Continue Reading]

by ONAF (Gennaio 29, 2013)

Il Murazzano

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Già il viaggiatore Plinio il Vecchio nel suo “Naturalis Historia” citò la Liguria ed il Cebano all’interno di un sistema di formaggi della Gallia ed a questo proposito il Barberis indica nell’antesignano del Murazzano il formaggio più antico d’Italia.

by ONAF (Gennaio 23, 2013)

Il Bra Duro

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Il formaggio Bra deve il suo nome alla città di Bra, che nel passato costituiva il maggior centro di commercio e di stagionatura di questo formaggio e nel cui territorio si iniziò “illo tempore” la sua produzione.

by ONAF (Gennaio 15, 2013)

Il Testun

testun

Si produce con prevalente latte di pecora, anche addizionato di latte vaccino. Si porta il latte a circa 37° C aggiungendo caglio; dopo la coagulazione e la rottura della cagliata viene lasciata depositare circa un ora. La massa viene raccolta, impastata, posta in fascere e pressata.

by ONAF (Gennaio 08, 2013)

Il tomino

tomino

Questa tipologia di formaggio è stata, secondo il Delforno, sempre presa in scarsa considerazione dagli studiosi caseari italiani, anche se la produzione ha rappresentato nel tempo un’entità assai rilevante ed i pregi qualitativi del prodotto sono da sempre di tutto rispetto.

by ONAF (Dicembre 18, 2012)

Il grana padano

Grana Padano

Le prime notizie relative ad un allora “innominato” formaggio, sono risalenti attorno all’anno mille, quando i Monaci Cistercensi di Chiaravalle (alle porte di Milano) diedero il via ad una bonifica che favorì la foraggicoltura e l’allevamento bovino.

by ONAF (Dicembre 13, 2012)

Gorgonzola

Gorgonzola

Le storie popolari che ne accornpagnano la nascita lo collocano tra il X-XII secolo, nella zona di Milano, in prossimità del paese omonimo dove transitavano le mandrie di ritorno dagli alpeggi verso i pascoli di pianura.

by ONAF (Dicembre 05, 2012)

Il bross

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Da sempre considerato il formaggio dei poveri, come annota Pantaleone da Confienza, lo troviamo citato in alcuni statuti medioevali (Cuneo, Mondovì) con nomi simili: brocius, broxíus, brozius, brozus, brucíus. Si otteneva soprattutto da cacio ovino con l’aggiunta di acquavite.

by ONAF (Novembre 27, 2012)

Robiola di Roccaverano

robiola

Roccaverano è un antico borgo situato sulle ultime alture della provincia di Asti che si ritiene fosse già insediato ai tempi dei romani. Un documento scritto intorno all’anno mille e conservato nella parrocchiale di Roccaverano parla dei tipico formaggio che si otteneva dalla mungitura degli Ovini.