Cosa Mangiare

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by Langhe.net (Novembre 20, 2012)

Il tartufo e le rocche del Roero

Le Rocche del Roero

Da Pocapaglia a Montà, fino ad arrivare a Cisterna d’Asti, si estende il tipico paesaggio delle rocche del Roero, una lunga frattura della terra caratterizzata da pareti a picco e pinnacoli di sabbia in lenta erosione, che assumono una singolare bellezza in virtù dei colori con cui le liscie pareti si colorano nelle giornate di sole.

by Langhe.net (Novembre 15, 2012)

La nocciola, dalla pianta alla cucina

Nocciola

Le piante vengono coltivate in genere a cespuglio, con densità variabile da 250 a 400 ceppi per ettaro; il rendimento massimo consentito è di 35 quintali per ettaro.

by Langhe.net (Novembre 07, 2012)

La nocciola delle Langhe

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Dei quasi settemila ettari coltivati a nocciola in provincia di Cuneo, più di un terzo si trova nelle Langhe, con punte record nel cortemiliese, per una produzione complessiva di quasi 80 mila quintali l’anno. La varietà presente sul territorio è la Tonda Gentile delle Langhe (appartenente alla specie Corylius Avellana), apprezzata per la delicatezza del… [Continue Reading]

by Langhe.net (Ottobre 30, 2012)

L’ambiente e le piante da tartufi

Stefano Aprile, trifulao albese, presso la trifulaia didattica al Ristorante Il Vigneto di Roddi

L’ambiente ideale del tartufo bianco d’Alba è il bosco di querce, ma lo si può trovare anche lungo sponde di corsi d’acqua o fossati popolati di salici e di pioppi, nei giardini e nei viali di tigli.

by ONAF (Ottobre 25, 2012)

Abbinamento enoico

Vino e formaggio

Il settore abbinamenti è quanto mai difficile da imbrigliare, in quanto gioca un ruolo importante il piacere personale. Comunque dettiamo alcune regole fondamentali (che possono anche essere trasgredite, se è per piacere che lo facciamo). Prima regola: il vino deve provenire dalla stessa zona o dalla stessa regione di produzione del formaggio. Ad esempio: la… [Continue Reading]

by Langhe.net (Ottobre 15, 2012)

Il tartufo in cucina

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Il tartufo è l’indiscusso protagonista della cucina albese, che è, per l’appunto, una cucina d’autunno.

by Langhe.net (Ottobre 08, 2012)

Il tartufo tra storia e leggenda

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Non sono poche le sorprese che si incontrano nello sfogliare la storia del tartufo. Meraviglia la sua antichissima presenza nella cultura dei popoli mediterranei: se la Genesi ci tramanda la figura di Giobbe come di un gustatore di “dudaims”, ai Greci dobbiamo il termine “ydnon”, da cui deriva idnologia (scienza dei tartufi). Attorno al tartufo… [Continue Reading]

by Langhe.net (Settembre 29, 2012)

Il Tartufo bianco d’Alba

Tartufo bianco d'Alba

Il tartufo è un fungo ipogeo, che vive sotto terra; ha un apparato radicale costituito da un intreccio spesso, fitto, ramificato e molto esteso di filamenti biancastri (ife) che si diffondono in vari substrati…

by Langhe.net (Settembre 21, 2012)

Il tartufo e la storia albese

Alba al tramonto

Il tartufo entra nella storia dell’Albese in modo del tutto naturale, a testimonianza di un rapporto antico con la cultura e l’economia di Langa e Roero. Triffole o tartuffoli figurano infatti fra le spese che le varie Comunità sopportano annualmente per ingraziarsi feudatari o conti o per ammansire l’invasore di turno. Ma il tartufo trova… [Continue Reading]

by ONAF (Febbraio 05, 2012)

Toumin dal Mel

Tomino di Melle (toumin del mel)

Caratteristiche principali Zona di produzione I comuni di Melle, Frassino e Valmala in Valle Varaita. Tipologia Formaggio prodotto con latte vaccino eventualmente aggiunto di latte ovicaprino, grasso, a pasta molle. Forma e dimensioni Forma cilindrica con diametro di 10 – 12 cm., scalzo di 1-2 cm. e peso di 150-200 gr. Crosta di colore bianco-latte… [Continue Reading]

by ONAF (Gennaio 23, 2012)

La ricotta piemontese

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In Piemonte ed in Valle d’Aosta la Ricotta si chiama anche “Seirass”, “Seras” o “seré”, termini che derivano dal latino Seracium, e dal francese Serai o Seret (in Svizzera ed in Alta Savoia la Ricotta viene tuttora chiamata Sérac).

by ONAF (Gennaio 15, 2012)

Il Nostrale

Il nostrale

Il Nostrano o Nostrale viene da sempre prodotto sulle Alpi cuneesi e potrebbe corrispondere al medioevale caseus vacbarinus o vaccinus. Per la sua tipologia e la sua tecnologia di produzione può essere paragonato al Bra, col quale veniva confuso prima che quest’ultimo ottenesse la D.O.