Chiesa parrocchiale di San GiorgioChiesa parrocchiale di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio fu edificata nel XV secolo dopo che i visitatori apostolici premettero più volte per spostare il luogo di culto di Neviglie dal concentrico – dove è ancora visibile l’antica parrocchiale di S. Michele – nel cuore della villa.

Il pezzo forte della parrocchiale è la magnifica tempra su tavola del Macrino d’Alba, raffigurante Lo sposalizio mistico di Santa Caterina di Alessandria.

Antica parrocchiale di San MicheleAntica parrocchiale di San Michele

A poca distanza dalla chiesa di San Giorgio sorge San Michele, un tempo antica parrocchiale di Neviglie. La chiesa, oggi appartenente alla Confraternita dei disciplianti, è detta anche Chiesa dei Battuti.

Cappelle agresti

Accanto alle chiese attorno a Neviglie si possono osservare alcune cappelle rinascimentali agresti, che assieme ai piloni votivi, venivano edificate lungo le principali vie di comunicazione e costituiscono una caratteristica tipica del “paesaggio religioso e culturale” delle colline di Langhe e e Roero.

Cappella di S.Antonio

Si tratta di un edificio in stile rinascimentale molto semplice. La cappella si trova lungo la strada che collega Neviglie a Mango e fu edificata tra il XV ed il XVI secolo. Fu utilizzata tra il 1630 e il 1635 per depositarvi i morti della peste fuori dal centro abitato, in attesa di sepoltura. La cappella, così come si presenta, è il risultato di continui ritocchi che si sono susseguiti nei secoli.

Cappella di S.Vincenzo

La cappella si trova lungo la strada per la località Bonora, un tempo utilizzata come strada principale per raggiungere Neive. La costruzione risale al XV secolo. Attualmente è in pessimo stato poiché ha subito il crollo del tetto e parte delle mura esterne.

Su Gabriele Pieroni

Non avendo precisi ricordi del momento, secondo l’attendibile testimonianza della madre Giuseppina sarebbe venuto alla luce in una gelida nottata di gennaio fra le colline delle Langhe, ad Alba, il penultimo giorno disponibile per il Capricorno. Siamo nell’anno più Orwelliano del’900 e di lì a poco – rumors riportano «con suo profondo rammarico» – Berlinguer avrebbe pronunciato il fatal discorso di Piazza della Frutta, lasciando un incolmabile vuoto. Il tempo della politica era però in procinto di lasciare il passo alla televisione, le Camere alle telecamere e le ideologie cedere di fronte al più appetibile «posto al sole». Chi lo conosce sostiene che vorrebbe essere in grado di scrivere una Grande Narrazione. Per ora si accontenta di diventare un buon giornalista. Laureato magistralmente in Filologia Moderna con tesi su Pirandello poeta, frequenta attualmente il Master in giornalismo "Walter Tobagi", Università degli studi di Milano. Ha pubblicato il suo racconto, Una luna d'acciao, in "I migliori scrittori piemontesi under 25", edizioni Cattedrale.

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