(d.o.c.g. decreto 07/12/2004 – d.o.c. D.P.R. 18/03/1985)
Alla sinistra orografica del fiume Tanaro, in una cornice di colline ripide e scoscese a forma di cocuzzoli, dai terreni di colore giallo-ocra, si colloca il Roero, territorio che si identifica con un vino a Docg ottenuto dal vitigno nebbiolo minimo 95% con aggiunta di altri vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Piemonte, fino ad un massimo del 5%.
Il vino Roero, immesso al consumo a partire dal 1° Luglio del secondo anno successivo alla raccolta delle uve, risponde alle seguenti caratteristiche:
Colore
Rosso rubino o granato.
Odore
Fruttato, caratteristico e con eventuale sentore di legno.
Sapore
Asciutto, di buon corpo, armonico ed eventualmente tannico.
Titolo alcolometrico volumico complessivo minimo: 12,5%;
Acidità totale minima: 4,5 per mille;
Estratto non riduttore minimo: 22 g/litro.
Il vino Roero, quando viene immesso al consumo a partire dal 1° Luglio del terzo anno successivo alla raccolta delle
uve, può portare in etichetta la menzione “riserva”.
Testi tratti da “Albo Vigneti 2009″ della Camera di commercio di Cuneo











